Per il terzo anno consecutivo, ritorniamo in Francia, questa volta soli e per le vacanze estive; cinque giorni tra Provenza e Alpi.
In questo viaggio per la prima volta dispongo di un navigatore Tom Tom XL, oltre ovviamente alle mappe da me stampate.
In questo viaggio per la prima volta dispongo di un navigatore Tom Tom XL, oltre ovviamente alle mappe da me stampate.
Si parte il lunedì mattina di buon'ora giusto per ingolfarci nel traffico intenso delle tangenziali milanesi. Non senza fatica riusciamo a raggiungere l'autostrada A7, che di seguito ci immetterà sulla A21 fino ad Asti e successivamente sulla A33 direzione Cuneo.
Il tempo, pur con previsioni positive per tutta la settimana, non è dei migliori anche se la copertura del cielo ci ripara dalla calura estiva.
Poco dopo Alba, l'autostrada termina ed in statale ci dirigiamo verso Savigliano e Saluzzo per inoltrarci in Valle Varaita. A metà valle, ci fermiamo per una breve sosta, approfittando per indossare qualcosa di più pesante prima della scalata all'Agnello.
Il tempo, pur con previsioni positive per tutta la settimana, non è dei migliori anche se la copertura del cielo ci ripara dalla calura estiva.
Poco dopo Alba, l'autostrada termina ed in statale ci dirigiamo verso Savigliano e Saluzzo per inoltrarci in Valle Varaita. A metà valle, ci fermiamo per una breve sosta, approfittando per indossare qualcosa di più pesante prima della scalata all'Agnello.
Si prosegue sempre con una leggera ascesa su tratti poco trafficati, fino a poco prima di Casteldelfino dove la strada comincia ad avere pendenze importanti.
Dopo Chianale l'ambiente circostante assume definitivamente un aspetto alpino, dapprima con boschi ai lati della strada fino ad arrivare ai piedi del colle con profondi dirupi e scarsità di vegetazione.
Dopo Chianale l'ambiente circostante assume definitivamente un aspetto alpino, dapprima con boschi ai lati della strada fino ad arrivare ai piedi del colle con profondi dirupi e scarsità di vegetazione.
Dopo una serie di stretti tornanti, arriviamo in cima al colle dell'Agnello; foto di rito e spuntino in quota.
Siamo in Francia; la discesa è ripida quanto la salita dal lato italiano; il meteo è decisamente migliore, dove le poche nubi velate lasciano spazio al limpido cielo azzurro.
Attraversiamo il piccolo borgo di Fontgillarde,
Molines-en-Queyras ed alla fine della discesa, una breve sosta per un caffè,
terminato il quale, ci immettiamo sulla D902 verso Guillestre.
Attraversando lo stretto villaggio di Château Queyras, alla nostra sinistra appare l'imponente sagoma del Castello omonimo.
Arrivati a Guillestre, dopo pochi chilometri, nei pressi di Mont Dauphin, incrociamo la strada statale N94, che percorriamo velocemente fino all'altezza del Lago di Serre-Ponçon. Qui deviamo per entrare nel centro abitato di Embrun. La vista della zona sottostante, con il lago in lontananza, è molto suggestiva.
Ripartiamo per l'ultima tratta, attraversiamo il ponte sul lago,
quindi, dopo una trentina di chilometri circa entriamo nella trafficata città di Gap, attraversata la quale, poco fuori dal centro abitato, termina il nostro primo giorno di viaggio.
Una volta accomodati, un Kir Royal prima della cena in albergo.
Attraversando lo stretto villaggio di Château Queyras, alla nostra sinistra appare l'imponente sagoma del Castello omonimo.
Arrivati a Guillestre, dopo pochi chilometri, nei pressi di Mont Dauphin, incrociamo la strada statale N94, che percorriamo velocemente fino all'altezza del Lago di Serre-Ponçon. Qui deviamo per entrare nel centro abitato di Embrun. La vista della zona sottostante, con il lago in lontananza, è molto suggestiva.
quindi, dopo una trentina di chilometri circa entriamo nella trafficata città di Gap, attraversata la quale, poco fuori dal centro abitato, termina il nostro primo giorno di viaggio.
Una volta accomodati, un Kir Royal prima della cena in albergo.
- Tragitto: Km. 383
- Cena e pernottamento: P'tit Dej-Hotel Gap Le Pré Vert (ora Nestor Hotel Gap et Restaurant) -
Gap (Francia) GPS
Gap (Francia) GPS
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5 luglio
Il secondo giorno oltralpe comporta la scalata al Mont Ventoux, massiccio montuoso particolarmente caratteristico, un passaggio nelle zone di coltivazione della lavanda, per terminare la tappa ai piedi delle gole del Verdon.
Il primo tratto di una ventina di chilometri è un lungo stradone piatto che costeggia l'aeroporto e successivamente parte dell'autostrada A51.
Nei pressi di Monetier-Allemont voltiamo sulla D942, strada decisamente più interessante dal punto di vista paesaggistico.
A Laragne-Montèglin facciamo la prima sosta carburante.
Proseguendo, giungiamo alla piccola frazione di Le Plan da dove hanno inizio le Gorges de la Méouge, 7 chilometri di curve a strapiombo sul fiume Méouge.
Si cominciano a vedere i primi campi di lavanda in fiore,
A Laragne-Montèglin facciamo la prima sosta carburante.
Proseguendo, giungiamo alla piccola frazione di Le Plan da dove hanno inizio le Gorges de la Méouge, 7 chilometri di curve a strapiombo sul fiume Méouge.
Si cominciano a vedere i primi campi di lavanda in fiore,
e superato l'abitato di Sèderon, la strada comincia a salire,
incontrando il Col de Macuègne,
Ridiscendiamo di quota, e poco prima dell'abitato di Ferrassières, un belvedere della zona sottostante con tanto di bussola informativa in pietra.
Si sale verso la cima,
incontrando il Col de Macuègne,
ed immediatamente dopo il Col de l'Homme Mort.
Ridiscendiamo di quota, e poco prima dell'abitato di Ferrassières, un belvedere della zona sottostante con tanto di bussola informativa in pietra.
In seguito raggiungiamo Sault, uno dei centri da dove partono le ascese al Mont Ventoux; qui ci fermiamo per una breve sosta.
al bivio con Bedoin, decidiamo di fermarci a pranzare al Le Chalet Reynard, locale posto su un ampio tornante, affollato da ciclisti e bikers.
Piatti gradevoli (patatine fritte super!) e via di nuovo in sella. Il temuto Mistral, solitamente protagonista su questa zona, non si fa vedere e la salita fino alla sommità è tranquilla;
una breve sosta al monumento che ricorda lo sfortunato ciclista Tom Simpson,
e dopo un paio di chilometri, ecco la vetta sulla quale svetta l'osservatorio astronomico, preceduta di circa 800 metri dal Col des Tempêtes.
La discesa, altrettanto suggestiva come l'ascesa,
ci conduce verso Malaucène, quindi verso l'abitato di Carpentras, cittadina meritevole di una sosta purtroppo non possibile per motivi di tempo.
Un lungo tratto di strada piatta e abbastanza rettilinea ci indirizza prima ad Apt, poi deviando verso Manosque, la strada risale fino al Col de Montfuron.
Si ridiscende a Manosque, dove il traffico si fa più intenso quindi al "Plateau di Valensole", noto per le coltivazioni di lavanda.
Siamo quasi al termine del secondo giorno, raggiungiamo in breve il graziosissimo bed & breakfast precedentemente prenotato.
Per la cena, rimontiamo in moto per salire all'abitato di Moustiers-Sainte-Marie.
Per la cena, rimontiamo in moto per salire all'abitato di Moustiers-Sainte-Marie.
- Tragitto: Km. 296
- Valichi: Col de Macuègne mt. 1.068 (Francia) GPS
Col de l'Homme Morte mt. 1.213 (Francia) GPS
Col des Tempêtes mt, 1841 (Francia) GPS
Col de l'Homme Morte mt. 1.213 (Francia) GPS
Col des Tempêtes mt, 1841 (Francia) GPS
- Colazione: P'tit Dej-Hotel Gap Le Pré Vert (ora Nestor Hotel Gap et Restaurant) - Gap (Francia) GPS
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6 luglio
Terza giornata: siamo all'ingresso delle famose Gole del Verdon, lasciamo la graziosa Chambres D'Hotes dove abbiamo pernottato,
e ridiscendiamo fino al ponte che divide le gole dal Lac de_Sainte-Croix.
Torniamo indietro fino alla rotonda per salire alle Gorges de Verdon.
Decidiamo di percorrere il tratto più diretto, evitando il pur spettacolare anello della Route des Crête, già percorsa lo scorso anno,
superiamo in sequenza la Colle de l'Olivier ed il Col d'Ayen,
proseguiamo fino a Castellane, dove ci fermiamo per una breve pausa.
Piccolo giro di Flavia al mercato in piazza e poi di nuovo in sella.
Raggiungiamo in breve il Lac de Castillon,
ed a Saint-Julien-du-Verdon,ci immettiamo sulla N202 direzione Nizza.
La strada risale nuovamente fino a raggiungere i 1.124 metri del Col de Toutes Aures, proprio in prossimità di un cantiere stradale.
I chilometri passano tra piccoli colli ai lati della strada e fiumi che formano piccoli canyon.
Ad Entrevaux, piccolo centro con cittadella antica che meriterebbe una visita più approfondita, facciamo una nuova sosta. Purtroppo mi è sorto un problema all'altezza della cervicale che mi provoca forti dolori nella zona collo-spalla e mi costringe più soste rigenerative. Ne approfittiamo per bere un espresso (ristretto) e per dissetarci.
Arrivati sulla M2205, puntiamo verso nord incrociando un tratto caratterizzato da rocce color porpora, da me già percorso qualche anno addietro.
A Isola, ci fermiamo per il rifornimento pronti per la scalata alla più alta strada carrozzabile asfaltata d'Europa.
Dopo Isola ma soprattutto dopo Saint-Étienne-de-Tinée, la strada comincia ad inerpicarsi e dopo i primi tornanti, attraversiamo un piccolissimo agglomerato di vecchie case, chiesa compresa, ed un piccolo cottage, con ristorantino e camere.
E' ora di pranzo quindi approfittiamo per fermarci.
Finito di pranzare, rimontiamo sulla moto e proseguiamo verso la cima del Col de la Bonette.
La strada risale nuovamente fino a raggiungere i 1.124 metri del Col de Toutes Aures, proprio in prossimità di un cantiere stradale.
I chilometri passano tra piccoli colli ai lati della strada e fiumi che formano piccoli canyon.
Ad Entrevaux, piccolo centro con cittadella antica che meriterebbe una visita più approfondita, facciamo una nuova sosta. Purtroppo mi è sorto un problema all'altezza della cervicale che mi provoca forti dolori nella zona collo-spalla e mi costringe più soste rigenerative. Ne approfittiamo per bere un espresso (ristretto) e per dissetarci.
Passato un po' il fastidio fisico, che mi accompagnerà per il resto del viaggio, proseguiamo verso le Alpi Marittime; la prevista deviazione per Beuil, con l'attraversamento delle Gorges du Cian e lo scollinamento del Col de la Couillole viene evitata per non appesantire ulteriormente la tratta.
Arrivati sulla M2205, puntiamo verso nord incrociando un tratto caratterizzato da rocce color porpora, da me già percorso qualche anno addietro.
A Isola, ci fermiamo per il rifornimento pronti per la scalata alla più alta strada carrozzabile asfaltata d'Europa.
Dopo Isola ma soprattutto dopo Saint-Étienne-de-Tinée, la strada comincia ad inerpicarsi e dopo i primi tornanti, attraversiamo un piccolissimo agglomerato di vecchie case, chiesa compresa, ed un piccolo cottage, con ristorantino e camere.
E' ora di pranzo quindi approfittiamo per fermarci.
Finito di pranzare, rimontiamo sulla moto e proseguiamo verso la cima del Col de la Bonette.
Giunti ai 2.715 mt. del colle proseguiamo lungo l'anello che ci porta alla ragguardevole quota di 2.802 mt. dove è posta una pietra come monumento.
La discesa ci porterà a Jausiers,
dove dopo pochi chilometri, svoltiamo a sinistra verso il Col de Vars, ultima asperità della giornata.
Poco sotto il colle, a Vars Ste. Marie è la meta del terzo giorno.
Ci accomodiamo in hotel per la cena e la notte.
Ci accomodiamo in hotel per la cena e la notte.
Google Maps
- Tragitto: Km. 268
- Valichi: Col de l'Olivier mt. 713 (Francia) GPS
Col d'Ayen mt. 1.031 (Francia) GPS
Col de Toutes Aures mt. 1.124 (Francia) GPS
Col de Vars mt. 2.109 (Francia) GPSCol d'Ayen mt. 1.031 (Francia) GPS
Col de Toutes Aures mt. 1.124 (Francia) GPS
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7 luglio
Penultimo giorno; oggi gran tappone alpino con passaggi su diversi valichi ed il meteo promette una giornata soleggiata.
Salutati i cortesi gestori dell'hotel proseguiamo in discesa verso l'abitato di Guillestre che ci riporta in parte sul tracciato percorso qualche giorno prima provenendo dal colle dell'Agnello per voltare verso la prima asperità: il Col de l'Izoard.
Ma a Brunissard, poco prima dell'inizio vero e proprio della salita, vengo bloccato da una manifestazione ciclistica amatoriale e, malgrado le mie proteste, non tanto per la manifestazione ma per la mancata segnalazione preventiva, sono costretto a tornare indietro aggirando il valico, con perdita di tempo, con 30 chilometri circa in più da percorrere e con il nervoso per dover saltare il colle.
Nuovo rifornimento al mezzo ed a Briançon imbocchiamo la la D1091 per il Col du Lautaret, dove sostiamo bevendo un "orribile" caffè,
quindi per il vicinissimo Col du Galibier, già percorsi qualche anno fa.
La mancanza di neve, rispetto al transito precedente, fa notare ulteriormente gli alti dirupi a fianco della stretta strada.
Valloire è il primo centro abitato incontrato dopo la discesa dal Galibier,
attraversato il quale, risaliamo fino al Col du Télégraphe.
Ci fermiamo per un panino al Relais du Télégraphe, posto all'interno del tornante del colle.
La discesa ci conduce nei pressi di Saint-Michel-de-Maurienne dove incrociamo il lungo stradone che porta prima a Modane, poi Lanslebourg-Mont-Cenis ed il bivio per il Colle di Moncenisio.
Poco dopo l'abitato di Lanslebourg-Mont-Cenis, uno dei numerosi Col de la Madeleine francesi;
foto di rito e, attraversato il piccolo e caratteristico borgo di Bonneval-sur-Arc,
cominciano i primi tornanti del Col de l'Iseran, che con i suoi 2.770 metri è il più alto valico stradale asfaltato europeo.
Si scende attraversando il comprensorio di Val d'Isere,
per terminare la giornata nuovamente risalendo verso La Rosière dove è situato l'albergo presso il quale pernotteremo.
Kir Royal sulla terrazza dell'hotel, baciata ancora da un caldo sole e immersa in panorami fantastici, in attesa della cena.
- Tragitto: Km. 285
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8 luglio
Si rientra: colazione super abbondante in albergo, e una volta sistemati i bagagli affrontiamo gli 8 chilometri che ci separano dal Colle del Piccolo San Bernardo e il confine con l'Italia.
Il primo centro abitato incontrato in Italia è il piccolo villaggio di Pont Serrand,
poi il rinomata stazione di villeggiatura di La Thuile,
per arrivare Prè-Saint-Didier, cittadina termale dell'alta valle. Da qui in poi sarà un veloce e diretto rientro (come ogni anno dal Memorial Spadino a Courmayeur), dapprima sulla SS26 della Valle d'Aosta fino a Quincinetto e poi tramite autostrada fino a Milano; rientro costellato da varie soste a causa del mio persistente dolore nella zona cervicale.
per arrivare Prè-Saint-Didier, cittadina termale dell'alta valle. Da qui in poi sarà un veloce e diretto rientro (come ogni anno dal Memorial Spadino a Courmayeur), dapprima sulla SS26 della Valle d'Aosta fino a Quincinetto e poi tramite autostrada fino a Milano; rientro costellato da varie soste a causa del mio persistente dolore nella zona cervicale.
- Tragitto: Km. 254
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Il
bilancio è stato sicuramente positivo: posti meravigliosi, tempo
bello, accoglienza sempre ottima. Peccato per l'Izoard e per il malanno
che non mi ha fatto godere appieno la vacanza.
Il navigatore ha fatto il suo lavoro in modo eccellente e ci accompagnerà nuovamente nei prossimi viaggi.
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